Dall’ocra rossa, tenui nouances rosa

Da una base preparata secondo tradizione, a gesso e colla, semplicemente con un colore, l’ocra rossa, per dare un sapore invecchiato a un’anta impossibile da nascondere: tante valeva darle in tono!

Il motivo decorativo è liberamente tratto da repertorio rinascimentale e riportato con la tecnica dello spolvero, dipinto a tempera, invecchiato e patinato, poi finito semplicemente a gomma lacca e cera.

Elementi vegetali: un finto affresco per la parete di uno studiolo

Una serie di elementi vegetali dell’altezza di tre metri, per decorare la parete est di un piccolo studio, proprio dove si trova l’affaccio al terrazzino dell’appartamento. La tecnica è quella a secco della pittura a acqua, gouache e acrilico, ad imitare quella a buon fresco. Troppo spesso le decorazioni murali sono definite “affreschi”, ma andrebbe sempre cercata e evidenziata la distinzione tra le due tecniche che indicano metodologie diverse e consistenza molto diversa all’invecchiamento nei secoli, fatto salvo il buono stato del supporto murale.

In questo caso, si è cercato di imitare la materia “invecchiata”, studiando una tecnica pittorica e soprattutto di rifinitura che potesse riprodurre quella texture abrasa, leggermente polverosa, interrotta da micro-lacune che spesso hanno le decorazioni murali antiche, sia a buon fresco che a secco.

Come si vede negli step riportati per la pittura dei nastri, si noterà il film pittorico uniforme e compoatto, nonostante sia già steso per velature leggerissime in questa immagine.

Dopo la stesura delle campiture, avendo fatto attenzione a creare la volumetria idonea, si passa al lavoro di rifinitura che servire per “invecchiare” la superficie appena dipinta. Qui sotto l’effetto ottenuto in entrambe i dettagli di nastri sul lato destro.

 

Infine una carrellata di immagini, sotto e qui, dal cantiere al lavoro quasi concluso.







Per informazioni
ele.baboni@gmail.com