Acqua

Preparando alcuni corsi di formazioni per bibliotecari e insegnati sul “costruire libri unici”, mi sono messa a ricreare la mia vecchia collezione di prototipi di libri, persa tra traslochi e altre vicissitudini.

Tra i campioni fatti e in corso d’opera, mi è venuta voglio di mettere un po’ di forme e colore su uno di questi. La carta usata ha una grammatura eccessiva, quindi non adattissima alle pieghe, ma perfetta per ricevre massicce quantità di colore, rullate e tamponate, come in  questo caso.

A Lisbona con Cervantes

Sono tornata a Lisbona, almeno idealmente, con l’illustrazione di una tavola per una edizione particolare e limitata de Le peripezie di Persile e Sigismonda di Cervantes.

È stato un lavoro di copia da una stampa antica, ho deciso do non utilizzare l’acquaforte, mi sarebbe servito molto tempo (ora sono pentita, perché ne avrei potuto tirare qualche esemplare). La realizzazione è tutta ad acquerello (Schmincke, i miei preferiti dai tempi della scuola di restauro) su carta Arches con pennello e pennino, come si vede dalle fasi di avanzamento. Un lavoro comunque durato giorni, che posto di seguito e di cui lascio indicazioni per un breve video molto amatoriale.

Il colore della carta differente da immagine a immagine è dovuto al fatto che alcune fotografie sono state scattate con luce naturale e altre con luce artificiale e molto frettolosamente.

 

 

 

Ancora Mantova

Dalla bozza a matita alla realizzazione calcografica: il profilo di Mantova che ho realizzato come bomboniera per un matrimonio. La stampa calcografica, acquaforte e acquatinta, è stata realizzata presso la stamperia delle MagnificheEditrici a Bologna per una tiratura di 200 copie. Le stampe sono state confezionate a mano, firmate, numerate e arricchite da colophon di garanzia del progetto. La lastra in rame è stata donata agli sposi.

Altre mie immagini di Mantova sono qui e qui.

 

 

Il violino

C’era una volta… un contadino che pensava di avere un figlio poco intelligente e non sapeva cosa fargli fare nella vita.

Per giunta la matrigna, essendosi egli risposato, detestava questo ragazzo e cercava in tutti i modi di allontanarlo. Non sapendo che pesci pigliare, chiamò un frate e gli chiese di trovare una soluzione per toglier loro di torno quello stupido ragazzo. Il frate propose di accoglierlo in convento e di proporgli un’occupazione.

Condotto con sé il ragazzo, il frate gli affidò alcune pecore da portare al pascolo e gli diede una borsa di pane sufficiente per nutrirlo due giorni, dicendogli che al terzo giorno lo avrebbe raggiunto.

Il giovane pastorello obbedisce di buon grado e, raggiunto il pascolo, accudisce le oecore canticchiando allegramente e sbocconcellando il suo pane all’ombra di una bella pianta. In quel momento, passa di là…

Alcune illustrazioni per un testo del folklorista Isaia Visentini, presente nella raccolta di Fiabe mantovane, di cui ho altre tavole in questo post.

 

Per informazioni
ele.baboni@gmail.com

Sotto lo stesso cielo

Testo e immagini inediti per un vecchissimo progetto di libro:

 

Mi chiamo Odilla e mi piace danzare

La nonna, un giorno, mi ha raccontato un segreto: quando hai una passione, come per me è ballare, e ti impegni tanto, poi succedono cose straordinarie.

Così io penso che quando saprò ballare benissimo, potrò fare delle magie. Non vedo l’ora!

Sono nata in una campagna così piatta da riuscire a vedere le cupole e le torri della città: che sta a dodici chilometri da qui!

Il mio paese sta tra due fiumi che sembrano due braccia che stringono.

D’inverno l’acqua che scorre diventa così spessa da riempire tutta l’aria attorno e io non vedo più il profilo della città, neppure se mi metto in punta di piedi. A dire il vero, non vedo neanche la casa di fronte.

La mia compagna di banco invece sì, la vedo sempre; tanto nella scuola la nebbia non entra mai. Noi stiamo molto vicine, così riusciamo a fare un disegnoindue: un pezzo io e un pezzo lei, un pezzo io e un pezzo lei. E poi ne facciamo un altro.

Lei si chiama Selma; è nata in un posto lontano che neanche mi immagino come può essere: il Marocco, vicino al deserto, dove ci sono le oasi…

 











 

attenti al lupo!

Illustrazioni per Le tre casette, fiaba della tradizione orale mantovana, edita per la prima volta nella raccolta Fiabe mantovane ad opera dell’insegnante e folclorista Isaia Visentini. Il suo lavoro diventa una delle fonti a cui attingerà Italo Calvino nella redazione delle Fiabe italiane.

 

 

Le illustrazioni sono state realizzate con acrilici e matite
ele.baboni@gmail.com