Sotto lo stesso cielo

Testo e immagini inediti per un vecchissimo progetto di libro:

 

Mi chiamo Odilla e mi piace danzare

La nonna, un giorno, mi ha raccontato un segreto: quando hai una passione, come per me è ballare, e ti impegni tanto, poi succedono cose straordinarie.

Così io penso che quando saprò ballare benissimo, potrò fare delle magie. Non vedo l’ora!

Sono nata in una campagna così piatta da riuscire a vedere le cupole e le torri della città: che sta a dodici chilometri da qui!

Il mio paese sta tra due fiumi che sembrano due braccia che stringono.

D’inverno l’acqua che scorre diventa così spessa da riempire tutta l’aria attorno e io non vedo più il profilo della città, neppure se mi metto in punta di piedi. A dire il vero, non vedo neanche la casa di fronte.

La mia compagna di banco invece sì, la vedo sempre; tanto nella scuola la nebbia non entra mai. Noi stiamo molto vicine, così riusciamo a fare un disegnoindue: un pezzo io e un pezzo lei, un pezzo io e un pezzo lei. E poi ne facciamo un altro.

Lei si chiama Selma; è nata in un posto lontano che neanche mi immagino come può essere: il Marocco, vicino al deserto, dove ci sono le oasi…

 











 

One thought on “Sotto lo stesso cielo

  1. Pingback: Ancora Mantova | Elena Baboni

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