Nuvole

Per godere appieno la bellezza di queste nubi è necessario, secondo quasi tutti gli autori, che in alto per il cielo corra un bel vento, non di tempesta, ma giovane, vigoroso, ricco di musica e distanze. Le nubi che navigheranno con lui saranno allora candide senza essere del tutto innocenti; piene di gioia piuttosto che trasparentemente felici. Si potrà parlare di tutto con loro: e bere; e danzare fra canti, intrighi e scherzi.

Fosco Marini, Il Nuvolario, Principi di Nubignosia, La nave di Teseo

Potevo non possedere la mia nuova edizione del Nuvolario? Certo che no!

Di nuvole ne avevo già in cantiere e finite da un po’ e l’estate ha riportato questo piccolo capolavoro che ha, oltretutto, copertina e fogli di sguardia impreziositi da una tavola del grandissimo Tullio Pericoli, maestro eccelso di matita, pennino e pennello, meglio conosciuto per i ritratti dei grandi personaggi di cultura, ma che io consiglio sempre di andare a cercare anche per i suoi paesaggi.

Ho un po’ un’ossessione per le nuvole, lo ammetto, come per le finestre, soprattutto per quelle nuvole che si trovano comunemente al di sopra dell’osservatore e sono le nuvole più straordinariamente”ordinarie” dette Iperonti (da non confondere con gli altri due macro gruppi di vapori delle atmosfere: i Peronti e gli Iponti) che Maraini descrive nel capitolo Danze e Vino. Ora che le mie pareti si spogliano e anche le ultime quattro nuvole stanno per partire, sento il bisogno di appenderle in una mia casa virtuale, con l’idea di tornare a farne di nuove appena possibile. Da appuntarsi, per non dimenticare: un pizzico di complementare nel blu del cielo, più complementare nel blu e bianco per i toni grigi della nuvola stessa; da preferire sempre, secondo me e per l’uso che ne faccio, il bianco di titanio a quello di zinco; i pennelli migliori le lingue di gatto, non si disdegnano anche i piatti e le punte tonde e piccole per certe rifiniture e piccole sbavature. Per dare corpo alla nuvola, niente paura, “tirale su” con tante campiture. È sbagliato pensare alla pittura come materia bidimensionale, la pittura, ogni azione pittorica, ha un corpo e una storia: è una successione di stesure, giustapposte e sovrapposte, è una sommatorie di rese cromatiche, per mescolanza e ancora per giustapposizione o per sovrapposizione. Attenzione alla resa per sovrapposizione, perché non esiste il colore veramente coprente: tutto è influenzato da quello che sta sotto e che è venuto prima. Dopo di che, si spera che il dono della leggerezza si arrivato.

Acrilico su tela di cotone.

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