CATTURARE FRAMMENTI DI REALTÀ…

… PER RICORDARE CIÒ CHE SIAMO

Gli strumenti digitali più comuni ci rendono particolarmente inclini alla rappresentazione della realtà da un lato (si pensi alla facilità con cui fotografiamo qualsiasi cosa e quasi con qualsiasi qualità di luce e alle app che ne esaltano i colori e che creano facilmente dei fotomontaggi), dall’altro, questo eccesso di realtà e, forse, la realtà svelata di un mondo carico di situazioni di tensione (siamo potenzialmente iper-informati su tutto quello che accade nel mondo, in aggiunta stiamo vivendo una situazione globale di grande affanno psicologico) ci inducono a farne il soggetto del nostro immaginario. L’arte contemporanea ne può dare una chiave mediata da interpretazioni surreali, alcune delle quali, secondo noi, in chiave particolarmente onirica che sanno raccontare e intrepretare, aggiungendo un senso di poesia allo stesso tempo, quasi un balsamo per affrontare il nostro presente.

DAL SURREALISMO AL SURREALE

Del Surrealismo di Magritte l’arte dei giorni nostri continua a trarre grande ispirazione, sviluppando però il concetto di Surreale. La parola evoca somiglianza col movimento del grande pittore belga, ma vuole anche distinguersi nel senso che se il Surrealismo metteva in scena delle “verità poetiche” il Surreale oggi mira a delle “realtà cariche di pathos, talora di dramma”.

A cosa dobbiamo questo surplus di senso tragico? Sicuramente al fatto che gli artisti diventano sempre più attenti a trasportare i temi contemporanei più toccanti nell’arte e sicuramente anche al fatto che la tecnologia, soprattutto legata alla realtà aumentata, enfatizza a dismisura il senso del vero e può avvicinarci a rappresentazioni che non avremmo mai immaginato ci potessero sfiorare.

Basterà fare delle rapide ricerche in rete su questi nomi: Carsten Nicolai, Richard Prince, Cindy Sherman, Tony Ousler, Anish Kapoor, il tanto criticato Maurizio Cattelan e altri, ovviamente.

Se la tendenza è di rappresentare un’esaltazione delle realtà più sconvolgenti, restano però anche artisti surreali dal lirismo acceso, delicato, sognante. Sono proprio questi gli artisti di cui amiamo parlare ai bambini, la visione delle cui opere ci piace enormemente condividere. Si tratta di artisti in cui convivono una componente di evocazione, mediante l’impiego di parti della realtà (assemblate, rappresentate, proposte in maniera straniante e magica) assieme alla convivenza di forti componenti concettuali.

La fotografia è sicuramente uno di quei medium, mediante potentissimi software di fotoritocco, in grado di aprire la possibilità su mondi straordinari. Allora il consiglio è, mediante l’impiego della lim, di tuffarsi in qualche carrellata d’immagini di artisti quali: Erik Johansson, Vìctor Enrich, Marc Sommer, Jati Pruta Pratama, Jane Long, Victoria Siemer.

L’illustrazione, poi, offre molti esempi di pittura surreale. Proviamo a vedere cosa ci offre la rete se cerchiamo questi due grandissimi artisti: Michael Sowa e Norman Messenger.

Uno scatto di Marc Sommer e un'illustrazione di Michael Sowa.

QUANDO I BOSCHI SANNO ASCOLTARE

Sono due gli artisti su cui proponiamo di soffermarci: l’italiano Claudio Parmeggiani e il belga Hans Op De Beek.

Entrambe si muovono tra diversi media: pittura, assemblaggio, scultura, fotografia, land-art, video, proponendo una poetica di bellezza e di sospensione magica, dove il dato reale, più che essere simulazione, diventa un concetto o un esercizio di memoria e, sempre, immaginazione. Entrambe, esattamente come faceva Magritte, isolano elementi ordinari di tutti i giorni e li inseriscono in contesti tali per cui si creano insiemi straordinari.

Sono due artisti che consigliamo di scoprire, la rete offre moltissime immagini del loro lavoro.

C. Parmeggiani, Il bosco guarda e ascolta, parco di Pourtalés a Strasburgo, 1990, elementi naturali e bronzo.
H. Op De Beek, “Il mio letto una zattera, la mia stanza il mare e poi ho riso con un po’ di tristezza in me”, 2019, scultura polimaterica.

METTIAMO IN MOSTRA I DESIDERI

L’arte, in entrambe gli aspetti del fruirla e del farla, può avere una funzione di grande risarcimento estetico, etico e psicologico. Ecco perché abbiamo pensato di proporre un piccolo percorso per un allestimento personale o di classe, laddove possibile, che utilizzi alcuni temi che abbiamo imparato a conoscere. Il tutto si svolgerà tra Surrealismo e Surreale, seguendo il filone più onirico e ludico che abbiamo intravisto…

Per leggere l’articolo intero con la guida all’analisi delle opere d’arte e le proposte di laboratorio, vedere il sommario del numero 3 2020 di SIM e accedere alla rivista da questo link, previa iscrizione.

Alcune immagini che guidano i laboratori.

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